03/06/13

Nella casa

Il nuovo film di Ozon dimostra come questo regista dagli esiti alterni, questa volta sia riuscito a creare un'opera in grado di sfruttare atmosfere e tematiche che spesso vengono declinate in maniera decisamente banale e prevedibile dal cinema contemporaneo.
Invece, in questo caso, il regista dimostra di saper maneggiare la materia letteraria di partenza realizzando un'opera forte della propria perversa e morbosa ambiguità.
Un film attraversato per tutto il tempo da un disagio crescente, equilibrato dagli iniziali toni della commedia, che sembra presagire possibili infausti risvolti, come se una punta di amarezza fosse sempre in procinto di guastare il sapore delicato della risata arguta, ma che Ozon evita di calcare dimostrando un grande equilibrio narrativo.
Infatti, Ozon sa mantenere la giusta distanza tra i piani narrativi e si diverte a giocare con lo spettatore, ma senza mai risultare sadico, sfruttando il piano letterario della storia per trasporre per immagini ciò che spesso la carta ispira al narratore visivo.
Si viene così trascinati lungo i meandri di un rapporto la cui ambiguità cresce progressivamente, senza trascendere in una banale perversione a sfondo sessuale, nonostante le ipotesi accennate dal contesto sociale in cui si muovono i personaggi con battutte ammiccanti, e conservando quell'ironia sagace di fondo, che rende questo film un piccolo giocattolo narrativo capace di indurre lo spettatore e anche il lettore a riflettere su quali siano i piani della realtà e della dipendenza o interessenza tra autore e lettore o scrittore ed editore o mentore che sia, e il processo narrativo dietro una storia, fino a condurlo ad un finale dal sapore decisamente depalmiano.

1 commento:

Marco Goi ha detto...

gran bella casa...
volevo dire, gran bel film!