01/09/07

Brutti, sporchi e cattivi

Film che descrive un contesto umano che Pasolini conosceva bene e che nei suoi film pareva assumere ancora una sua dignità poetica - e non a caso tra i caratteristi c'è Ettore Garofalo di Mamma Roma -, che Scola ripropone in chiave di commedia amarissima dove il riso è strozzato di fronte ad un contesto di degrado tale, che può sembrare compiaciuto nel suo apparente cinismo visivo, ma che in realtà rivela uno sguardo compassionevole, in cui il piano sequenza costituisce la misura ideale per comprendere un unicum umano quasi bestiale, in cui il patriarca Giacinto (Nino Manfredi) si ritrova a sopravvivere covando odio e disprezzo per tutti o quasi.
Manfredi offre un'interpretazione notevole, restituendoci un individuo sgradevole, che vive e lotta per il suo denaro come un personaggio verghiano, ma difficile da ammazzare, come ben potranno constatare i suoi amati/odiati parenti, da cui si distacca la figura silente di una ragazzina che con il suo sguardo innocente, percorre ogni giorno un silenzioso tragitto verso un apparente asilo per bambini, somigliante più ad una gabbia in cui li preserva dal degrado e dal disgusto cui si troverà a fare i conti ben presto, ritrovandosi infine a rivolgere ancora una volta gli occhi vacui e disillusi verso la grazia e la serenità della così lontana e al tempo stesso così vicina San Pietro.

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