30/11/07

Volti

Film travagliato nella sua lavorazione e rielaborazione, che ci restituisce l'idea di cinema di Cassavetes, in cui l'improvvisazione e l'apparente confusione verbale, fatta di giochi di parole e dialoghi continui sulla quotidianità ci restituiscono tutta la modernità del suo cinema, indipendente e allo stesso tempo vicino allo stile della New Hollywood.
Storia di una crisi coniugale borghese prospettata da due punti di vista contrapposti, destinati a ricongiungersi in un finale sospeso come il passaggio continuo sulla scala del protagonista fino alla sua uscita di campo, che si ricollega all'incipit in cui lo stesso entra in scena sempre attraverso una scala.
Cassavetes insegue i suoi personaggi, ma la sua m.d.p. non è ossessiva e concitata come lo stile Dardenne, dimostrando un distacco notevole dalle sue maschere umane, ma che al tempo stesso ci restituisce uno sguardo partecipe, in cui le inquadrature oblique e grandangolari ci permettono di avvertire il disagio e le pulsioni dei protagonisti, attarverso situazioni che mutano repentinamente come i sentimenti e le ansie delle persone.

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