20/02/09

Stella

Il cinema francese pare riuscire ancora a costruire attraverso la lezione truffautiana storie di adolescenti sufficientemente dolorose e sincere, senza per questo dover calcare la mano su facili drammi familiari, raccontandoci il percorso di crescita di un'adolescente negli anni '70, che profuma di autobiografismo e che procede attraverso immagini semplici e canzoni che conducono Stella (Léora Barbara) verso una progressiva presa di coscienza della realtà che la circonda, decidendo così di entrare anche lei in quella vita spesso dolorosa e non facile ,che le permetterà di vedere con occhi disincantati il mondo in cui sinora è cresciuta. Un microcosmo particolare in cui tende a rifugiarsi perché incapace di trovare un appoggio iniziale in quel mondo comune in cui vorrebbe progressivamente sentirsi accettata, e questo grazie all'amicizia con una compagna di scuola, che le farà percepire la necessità e il bisogno di crescere, e di innamorarsi.
Verheyde ci descrive un percorso non semplice, ma con tono delicato, sensibile, con venature malinconiche, che permangono anche al termine della visione del film, grazie ad una colonna sonora efficace nel sottolineare i momenti di quiete e d'introspezione della protagonista, molto brava a reggere su di sé il peso di tutta la storia con freschezza e credibilità.
Un piccolo film che ci dimostra come sia possibile parlare di adolescenti in maniera intelligente, fotografandone i dubbi, le ansie e le scoperte del mondo adulto, per affacciarsi in esso con maggiore serenità e forza.

1 commento:

GiuDa ha detto...

Grazie per il commento.
Veramente piacevole e interessante il tuo blog, e non è piaggeria :)