27/11/09

(500) Giorni insieme

Bisogna premettere che il titolo italiano non riesce a rendere il significato ambivalente dell'originale (non a caso ho postato la locandina originale), in cui Summer (Zooey Deschanel) è il nome della protagonista, quale evocazione di una stagione, quella dell'amore, che il regista Marc Webb ci presenta sin dalle prime didascalie come nient'affatto rosea, anzi! In italiano poi chissà perché Summer è diventata Sole, ma queste sono considerazioni da rompiscatole quale sono e chi mi conosce lo sa bene.
Webb proviene dal mondo della regia musicale e si vede, ma nel bene, perché non adotta uno stile frenetico o eccessivamente patinato, anzi dimostra una buona dose di ironia e di citazionismo lieve e gradevole nel sottolineare i vari stati d'animo del protagonista maschile. Perché questa è una commedia con uno sguardo rivolto alla sensibilità di un ragazzo timido amante degli Smiths che s'innamora di Summer (Zooey Deschanel), anch'ella amante del gruppo di Morrissey, e alla loro travagliata storia sentimentale.
Webb scompone il racconto attraverso flashback e flashforward che avvolgono e riavvolgono la pellicola e il tempo di un amore mostrandocene tutte le sfaccettature. Commedia brillante, che ammicca al punto giusto ad un pubblico amante del cinema indipendente e della musica pop e rock, che meglio sa scandire le sfumature malinconiche del cuore, pertanto in grado di piacere a tutti coloro che nella loro vita hanno incontrato la loro Zooey e hanno amato gli Smiths, mentre altri più scafati storceranno il naso ed eviteranno con facilità questa commedia che ci parla di giovani insoddisfatti e ancora lontani dal raggiungere i propri obbiettivi, forse perché momentaneamente accecati ed incapaci di prendere in mano le proprie esistenze, ma il tutto raccontato con la dovuta leggerezza ed ironia.
Webb rappresenta un felice esordio cinematografico e un'affermazione per due volti cinematografici interessanti che potrebbero divenire nuove icone di un cinema capace, come lo fu a suo tempo Seattle - L'amore è un gioco per la grunge generation, di fotografare un momento particolare del nostro tempo, anche se il regista a suo modo ci parla delle insicurezze di cui siamo a volte fatti e di quelle incapacità di comprensione e d'incontro che spesso attraversano la nostra vita e i nostri sentimenti, senza per questo prendersi sul serio e riuscendo anche ad ironizzare su un mostro sacro come Bergman, ma il tutto in funzione rispettosa e utile a farci meditare sulle nostre piccoli o grandi sofferenze del cuore.

5 commenti:

AmosGitai ha detto...

Un piccolo capolavoro!

(500) GIORNI INSIEME

Ukiyoe ha detto...

Sono andata a vederlo ieri... Dopo aver letto anche la tua recensione... (e npoi sono un'appassionata degli Smiths...)
Devo dire che il regista, a mio parere, ha costruito sapientemente le scene, la loro presentazione, il loro contenuto... Ma la storia mi ha deluso :(

Pereira ha detto...

Mi spiace, d'altronde le mie sono solo opinioni e come tali discutibili... ;-)

Ukiyoe ha detto...

Eh certo! Idem vale per le mie idee.. Cmq vado a rilento, sto vedendo troppi pochi film e divento ipercritica!! Aspetto nuovi film ;)

Pereira ha detto...

Anche io sto vedendo pochi film, op meglio non stanno uscendo quelli che vorrei vedere... appena possibile vedrò di aggiornare il blog... quindi tienilo d'occhio... ;-)