10/02/10

Il concerto

Dopo il successo di Train de Vie e sue annesse polemiche con il film similare per certi versi di Benigni, Mihaileanu ritorna sulla scena con un nuovo film che ancora una volta riesce a parlarci di persecuzione, senza per questo dover attingere nuovamente al bacino della storia della Seconda Guerra Mondiale, anzi rivolgendosi ad una realtà storica ancor più vicina e dimenticata o semplicemente ignorata.
Ancora una volta un personaggio solo contro gli eventi, contro un'ostilità ed un'avversione che si ripercuote su esistenze messe ai margini, vite di ebrei russi, rinnegati e avversati dal regime di Breznev che ora si ritrovano a fare i conti con una Russia contemporanea in cui è evidente il decadimento culturale ed umano, su cui il regista ironizza senza pietà, riportandoci ad un presente poco apprezzabile.
Il concerto
si insinua lentamente attraverso le pieghe dell'animo, suscitando false certezze e soluzioni per poi condurci ad un finale intenso e non banale in cui raccordare, come in una polifonia di voci, le esistenze segnate dei suoi protagonisti, in cerca di un riscatto dalla Storia e dalla società, che non lascia indifferenti e che riesce a colpire al cuore.
Il film dimostra come una formula narrativa ben rodata possa funzionare se sviluppata adeguatamente, con la dovuta sagacia e l'equilibrio con i sentimenti, evitando trappole retoriche in cui si potrebbe incappare e ci regala ancora una volta la presenza di Mélanie Laurent che dopo il film di Tarantino dimostra di essere un nuovo affascinante ed interessante volto cui attingere per storie future e verso cui rivolgere sguardi anelanti e desideranti la sua bellezza.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

bello, bello, bello!!! attorno a me piangevano tutti, ma proprio tutti! e mélanie laurent è stupenda!

Pereira ha detto...

la scena finale del concerto effettivamente ha un carico di pathos notevole... pizzica abilmente le corde giuste, ma se ne riconosce il merito e la capacità al regista...

Seaborg ha detto...

ma non dici niente al proposito del doppiaggio? perchè parlavano italiano con l'accento russo, quando erano in russia?

Pereira ha detto...

guarda, hai perfettamente ragione, è uno di quegli aspetti decisamente disdicevoli del doppiaggio... lo stereotipo linguistico dell'accento russo italianizzato... non ho commentato stavolta all'interno della recensione solo perché ho voluto mettere in risalto quello che ho trovato di buono e giusto in questo film, ma devo dire che se potessi guarderei sempre i film in lingua originale sottotitolati, per quanto possa essere impegnativo...